Il berretto a sonagli
data
dal
29
ottobre
2003
ore
20:45
descrizione dell'evento
Tutta l'opera di Pirandello è percorsa uniformemente da quello che Adriano Tilgher avrebbe denominato il conflitto tra la vita e la forma. Nelle opere della trilogia del teatro nel teatro, in Enrico IV e nel Berretto a sonagli, la poetica della realtà e della finzione arriva a trasformarsi in una vera e propria teoria implacabile e lucida della personalità. Le trappole disseminate dalla vita e dagli uomini tendono alla ripetizione di quel momento, di quell'attimo in cui il personaggio pirandelliano è fissato, inchiodato, come la farfalla sull'asse dell'entomologo. L'approdo di questa ripetizione dolorosa è lo psicodramma, la messa in scena del fatto che ha provocato l'incidente, quello "strappo nel cielo di carta" delle nostre felicità, delle nostre certezze, dei nostri celati compromessi. "Ci sono per tutti gli attori - scriveva Pirandello nel '35 su Il dramma - dei momenti privilegiati (più o meno frequenti a seconda della loro sensibilità di artisti) durante i quali essi diventano il personaggio. Essi continuano a parlare secondo il testo stabilito dall'autore ma è come se lo creassero spontaneamente e si ha la precisa impressione che una battuta improvvisata non li metterebbe in imbarazzo, che essi potrebbero seguitare, almeno per un certo tempo, a parlare spontaneamente senza tradire la loro "parte": tanto vi si sono immedesimati". E vi sono dei personaggi che sono accolti dall'attore con una felice predisposizione naturale: è il caso di Bosetti con i personaggi pirandelliani, ultimo dei quali il Ciampa.
Interpreti : Michela Càdel Nino, Bignamini Relda Ridoni e la partecipazione di Marina Bonfigli.
Regia di Giulio Bosetti

