MARIA SIGNORELLI E VITTORIO PODRECCA: UN INCONTRO

Marionette e Burattini tra l’Italia e l’Europa dalla Collezione di Maria Signorelli

CHIESA DI SANTA MARIA DEI BATTUTI
28 GENNAIO>21 APRILE 2014

orari:
da martedì a giovedì: 10.00>13.00
venerdì, sabato e domenica: 10.00>13.00 e 15.00>18.30

visite guidate per le scuole dell'Infanzia e Primarie su prenotazione al n. 340 1035044

Questa esposizione vuole presentare al pubblico una piccola parte della Collezione Signorelli e festeggiare i cento anni della Compagnia dei Piccoli di Podrecca. Quella che è stata finora la maggiore raccolta privata esistente in Europa di materiali attinenti al teatro di animazione  è stata data in comodato dagli eredi  Signorelli al Comune di Cividale del Friuli con la collaborazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per realizzare il “Centro Podrecca -Museo delle meraviglie Maria Signorelli”.

L’artista burattinaia  Maria Signorelli (1908-1992) è stata la prima in Italia a collezionare materiali del teatro di animazione in modo sistematico. Spinta dalla volontà di meglio conoscere dal punto di vista storico e pratico la sua professione e dotata di una curiosità e capacità di studio che la resero negli anni una dei maggiori esperti al mondo di questo tipo di teatro, ella acquisì  alcune migliaia di pezzi che datano dal XVIII al XX secolo. Parti della raccolta hanno costituito più volte oggetto di mostre in Italia e all’estero.

La Collezione comprende diverse sezioni: il Fondo Podrecca (marionette, scene, bozzetti, documenti) -che la Signorelli acquisì nei primi anni ’60-, un fondo di marionette triestine degli inizi del Novecento, le marionette italiane dei secoli XVIII-XX,  i burattini italiani dei secoli XIX-XX, i burattini e le marionette straniere del XX secolo, i Pupi siciliani, pugliesi e napoletani, le marionette orientali, numerosi pezzi di “teatro delle ombre” (attualmente esposte al Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” di Roma)  e le maschere, nonché teatri di carta, burattini, marionette-giocattolo e altri generi minori. Si staglia per imponenza il Fondo di burattini ideati e realizzati da Maria Signorelli nel corso della sua lunga attività teatrale.

Da ricordare, inoltre, che nel mese di febbraio i celebri Piccoli di Vittorio Podrecca compiono ben cento anni dalla loro fondazione; la mostra, pertanto, vuole essere un doveroso omaggio dell’Amministrazione Comunale di Cividale del Friuli al concittadino Podrecca ed alle sue splendide creazioni.

L’allestimento della presentazione mira a trasformare gli spazi cinquecenteschi di quella che un tempo era la chiesa di Santa Maria dei Battuti in un vero e proprio teatro.  In esso alcune marionette del Teatro dei Piccoli e alcuni burattini di Maria Signorelli si esibiscono di fronte a un pubblico di marionette, pupi e burattini, che li guardano dai palchetti. Provenienti da tante città italiane   -Napoli, Bologna, Venezia, Genova- ma anche da capitali europee, Praga, Budapest, Varsavia, Bucarest, abbigliati con sontuosi costumi, questi strani spettatori, composti e ironici, osservano coi loro occhi di cristallo ciò che si rappresenta in palcoscenico:  l’incontro tra le creazioni di due maestri del teatro del Novecento, Maria Signorelli e Vittorio Podrecca.

 

Maria Signorelli - biografia

Nata il 17 novembre del 1908 dalla scrittrice lèttone (e medico) Olga Resnevitch e da Angelo Signorelli, uno dei primi radiologi italiani, Maria – la prima di tre bambine - raccolse fin dalla primissima età le molte suggestioni che le vennero dall’ambiente familiare e dal salotto che suo padre e particolarmente sua madre, appassionata di teatro e biografa di Eleonora Duse, tennero per anni nel romano Palazzetto Bonaparte di via XX Settembre.

Dopo il compimento degli studi classici, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Roma e prese a frequentare lo studio di scenografia del Teatro Reale, diretto al tempo da Nicola Benois. La passione per il disegno, il colore e il teatro la portarono a creare i suoi primi fantocci, sculture morbide, che furono esposte per la prima volta nel 1929 alla Casa d’Arte Bragaglia di via degli Avignonesi. Ad una successiva mostra alla Galleria Zak di Parigi, presentata da De Chirico, seguì un lungo soggiorno a Berlino che fu coronato da una nuova mostra alla Galeria Gurlitt.

Tornata in Italia, iniziò a collaborare con Anton Giulio Bragaglia in numerosi spettacoli allestiti al Teatro degli Indipendenti e poi al Teatro delle Arti di Roma. Nel 1934 ideò assieme a Carlo Rende il “Pluriscenio M”, un progetto di palcoscenico costruito in modo da potere presentare contemporaneamente sette ambienti: presentato a Roma alle “Stanze del libro”, indi altrove in Italia ed a Buenos Aires, fu molto apprezzato da Bragaglia e lodato da Marinetti.

Nel 1937 raccoglie la proposta della cantante svizzera Maria Amstad ed inizia a creare i suoi primi spettacoli di burattini: La boîte à joujoux e Bastien et Bastienne vengono presentati nella Sala dei Concerti Intimi di via Boncompagni a Roma. 

Nel 1939 sposa Luigi Volpicelli, il pedagogista. Pur portando avanti una intensa attività di scenografa, è solo a guerra finita, nel 1947, che M. Signorelli fonda la compagnia L’Opera dei Burattini, alla cui attività, presto regolare, iniziano a collaborare artisti di vaglia: Lina Job Wertmüller, Gabriele Ferzetti e Scilla Brini (tra gli attori), Enrico Prampolini, Ruggero Savinio e Toti Scialoja (tra i pittori-scenografi), Ennio Porrino, Vieri Tosatti e Roman Vlad (tra i compositori), Margherita Wallmann e Giuseppe De Martino (tra i registi).

Prende vita man mano un repertorio diretto sia agli adulti, attratti da messinscene di grande poesia, sia all’infanzia, cui i burattini aprono un mondo di fiaba che non manca di valenze educative. Tra i maggiori spettacoli ispirati da opere letterarie: Re cervo (Gozzi), La favola del pesciolino d’oro (Pushkin), l’Usignolo e la rosa (Wilde), La tempesta (Shakespeare), Faust (Guido Bonneschk), l’Inferno di Dante, La Rivoluzione Francese (G. Ceronetti), Antigone (Brecht) e molti altri. Il suo particolare virtuosismo nel concepire burattini-ballerini e nell’agirli rese celebri alcuni suoi balletti, come Cenerentola. (Prokofiev), El Retablo de Maese Pedro (De Falla) e La boîte à joujoux (Debussy). 

All’intensa produzione spettacolare, alle svariate centinaia di burattini da lei creati con una vena che si compiace di soluzioni geniali a volte nella efficacia e semplicità, a volte nella raffinatezza, M. Signorelli affianca un notevole impegno didattico, che la porta ad insegnare dal 1972 nel corso di teatro di animazione appositamente istituito per lei al DAMS di Bologna, a creare diverse trasmissioni radiofoniche (tra cui: Moto perpetuo, 1953-54; Giochiamo al teatro, 1967-68) e televisive (come Serata di gala al Teatro dei Burattini, 1958; Piccolo mondo magico, 1959; Pomeriggio all’Opera, 1960, e diverse altre), nonché a lavorare a conferenze e articoli su periodici specializzati nella didattica. 

Fu autrice di vari libri, tra cui: Storia e tecnica del teatro delle ombre (1981), Il Gioco del burattinaio (1975) e Strumenti musicali fatti in casa (1977). 

La sua appassionata attività di collezionista la porta anche all’allestimento di un gran numero di mostre in Italia ed all’estero sul teatro di figura di tutte le epoche. Nel contempo sono numerose le mostre che delle sue creazioni vengono allestite in Italia e nel mondo. 

Membro del Consiglio Mondiale dell’UNIMA (Union Internationale de la Marionnette), fondata a Praga nel 1929, M. Signorelli, partecipò, alla fine della seconda guerra mondiale, alla rinata attività dell’associazione sin dal primo Congresso del 1957, convinta, com’era, che “il teatro di pupazzi riproponendo il mondo umano nei termini delle marionette e del burattino o delle figure d’ombre o comunque altro sia, apre spazio enorme al bisogno di evasione e di poesia che si annida in ciascuno di noi”.

Nel 1961 organizzò a Frascati, Villa Falconieri, una Conferenza internazionale dell'UNIMA ed anche in concomitanza un Festival internazionale della marionetta al teatro Valle di Roma.

M. Signorelli partecipò poi alla creazione della sezione italiana dell’Unima, nel 1980, di cui assunse la Presidenza. In seguito ne fu a lungo Presidente onorario.

Si spegne a Roma il 9 luglio 1992.

Vittorio Podrecca

Vittorio Podrecca (Cividale del Friuli, 1883 – Ginevra, 1959), figlio di Carlo, avvocato e scrittore è stato il creatore del più grande teatro con marionette dell’intero Novecento.

Fratello di Guido, fu giornalista e politico, accreditato di essere, assieme a Filippo Turati e Andrea Costa, uno dei fondatori del Partito Socialista Italiano.

Nel 1905, lasciata Cividale, si trasferì a Roma, chiamatovi dal fratello Guido, critico musicale dell’“Avanti” e direttore, insieme al disegnatore Gabriele Galantara, dell’“Asino”, settimanale socialista e anticlericale. A Roma, Vittorio conseguì i diplomi di procuratore e di avvocato, professione che, in definitiva, non eser­citò. Cominciò a scrivere, a collaborare ai gior­nali e, nel 1911, a ventotto anni, fondò e diresse “Primavera”, “Rivista mensile per fanciulli e giovinette”, che uscì a numeri monografici sino al 1913. Nominato segretario del Liceo Musicale di Santa Cecilia di Roma, vi rimase alcuni anni a fianco dei maestri Marco Enrico Bossi e Ottorino Respighi. A Santa Cecilia conobbe il giornalista russo Alessandro Amfiteatrov, che gli procurò le partiture di alcune fiabe del composi­tore russo Cesare Kjui (noto in Occidente come Cesare Cui), fondatore, insieme con Balakirev, del Gruppo dei Cinque, create per il repertorio del teatro di marionette di Leningrado.

E’ così che, nel ricordo degli spettacoli di mario­nette e burattini che avevano incantato i suoi anni infantili, Podrecca cominciò a dedicare le sue ore libere all’idea di un teatro di marionette. Lo rea­lizzò, finalmente, nel febbraio del 1914, in società con Luigi Fornaciari, rappresentante della Casa Ricordi. Fornaciari, oltre a disporre di qualche capitale, prese in affitto l’ex scuderia del palazzo dei principi Odescalchi a Roma e, con il nome di Sala Verdi, l’adibì a sala di con­certi. Terzo socio fu il marionettista napoletano Giovanni Santoro, direttore della Compagnia “I Fantocci di Santoro”, che aveva già dato molti spettacoli in Italia e all’estero.

La nuova istituzione venne chiamata “Teatro dei Piccoli”.

Nel corso degli anni il suo teatro arrivò a contare fino a mille marionette, portando sulla scena, di volta in volta, brevi opere musicali fatte talora appositamente, riduzioni liriche o in prosa, favole, caricature e bozzetti folcloristici italiani e stranieri, in una cornice scenica che si avvalse anche di pittori divenuti poi notissimi.

La compagnia da lui diretta, il Teatro dei Piccoli, ha costituito fin dalla sua creazione (1914), un’ipotesi innovativa di teatro d´arte capace di attrarre artisti visivi come Trampolini e Depero, compositori come Respighi, scrittori come Bistolfi, Cavicchioli, Trilussa.

Gli allestimenti dei Piccoli, divenuti sinonimi di modernità e genialità, hanno mietuto trionfi da Parigi a Londra, da Hollywood a Buenos Aires, da Berlino a Mosca, ammirati da personalità come d´Annunzio, la Duse, Hofmannsthal, Shaw, Toscanini e Charlie Chaplin.

Nei numeri dei loro spettacoli Podrecca è riuscito ad assorbire e restituire con le forme della fantasia gli elementi culturali dei Paesi attraversati nel corso delle tournée, ma anche le sensazioni suscitate da mode e personaggi del tempo (dai Beatles a Josephine Becker), e le suggestioni legate ai più innovativi movimenti culturali come ad esempio il futurismo.  Fra le marionette più celebri inventate da Vittorio Podrecca ci sono il soprano Sinforosa Strangolini e il pianista Piccolowsky; quest'ultimo chiudeva di solito il programma eseguendo al pianoforte una sonata, vero e proprio capolavoro della tecnica marionettistica.

I Piccoli sono stati l´impresa teatrale italiana più longeva e più conosciuta del secolo scorso, che in novant´anni d´attività ha realizzato oltre 35.000 rappresentazioni in tutto il mondo, divenendo uno dei maggiori protagonisti e testimoni nell’ambito dello spettacolo e dell’arte.

Il senso raro e assoluto del teatro che appartiene alle marionette di Podrecca, fa sì che a un secolo dalla loro nascita il loro incanto non sia ancora tramontato e che lo restituisce oggi come una figura artistica assimilabile a suo modo soltanto a quella di Walt Disney.  Nel mese di Febbraio del 2014 la Compagnia dei Piccoli compirà 100 anni!