Mugnaio (Mulinâr): già dal medioevo si trovano tracce di macine lungo le rive del Natisone. Ritenuto un luogo poco sicuro,i mulini si spostarono lungo la roggia perché non c’era il rischio di inondazioni. Il mugnaio doveva avere molta esperienza per calibrare le farine per creare diverse miscele cha potessero soddisfare le richieste della popolazione.

Fornai (Pancôr): un lavoro con diversi ritmi sociali, diverso rapporto tra il giorno e la notte. Il profumo del pane appena sfornato che si diffonde nelle fresche mattine e porta serenità aprendo le porta alla giornata che sta cominciando.

Ortolana (Rivindiula): mestiere femminile praticato dalle popolane che prevedeva la vendita di ortaggi ed erbe nella piazza delle Donne (ora piazza Paolo Diacono). Questa figura ricorda il lavoro nei campi fatto con amore e sapienza.

Sarto/sarta (Sartôr/Sartore): particolarmente abili a rimodernare, aggiustare gli abiti dei clienti. Ma ovviamente creavano anche abiti nuovi, questo comportava un rito che iniziava con il prendere le misure, proseguiva con la segnatura a gesso per poi arrivare ad una prima imbastitura. Infine si giungeva dopo le ripetuta prove al confezionamento, momento in cui l’intero negozio si fermava in un momento di contemplazione del risultato.

Calzolaio (Cjaliâr): non la produzione di nuove scarpe ma la riparazione di quelle rovinate caratterizzava il suo lavoro. Infatti la tipica immagine rappresenta un calzolaio con i chiodi tra le labbra intento a rifate tacchi e suole.

Barbiere (Barbîr): importante la sua funzione sociale perché situato dopo le osterie, luoghi tipici per la divulgazione delle notizie. I bambini venivano aiutati a stare sulla sedia con un cuscino ed il barbiere seguiva gli ordini che le madri gli davano, crescendo poi si poteva usare la brillantina ed al momento della barba si poteva sperimentare profumi inusuali.

Bottega medievale: l’arte orafa cividalese trae origine dall’epoca longobarda ed utilizza le stesse tecniche. In un primo periodo la bottega orafa era situata nella casa più antica della città.

Falegname (Marangon): per tradizione è stato una persona arguta, disponibile a crenare oggetti. Molti sono i mestieri legati al legno, ad esempio l’intagliatore, lo sculture, il tornitore, il liutaio, ecc. Oggetti che accompagnavano e tutt’ora accompagnano la vita delle persone dai primi momenti di vita. oggetti pesanti e leggeri allo stesso tempo come se avessero una vita propria legata alla caratteristica della pianta da cui sono stati creati.

Battirame (Batiram): con il suo lavoro forniva manufatti essenziali alla vita di tutti i giorni come ad esempio i cialdȋrs (secchia di rame, stagionata interamente, con manico a semicerchio girevole nelle due orecchie, che si usa per attingere, portare e conservare acqua da bere). La loro pulizia richiedeva molta attenzione. Il battirame si cimentava anche nella riparazione di questi utensili o il rifacimento della parte interna.

Fabbro (Fâri): uno dei mestieri più antichi di Cividale. Nelle fucine dei fabbri delle piccole cittadine d’un tempo venivano creati tutti gli utensili in metallo sia che servissero quotidianamente alla casa sia che venissero utilizzati per lavori rurali, di costruzione e abbellimento delle abitazioni venivano prodotti in una bottega artigiana che risolveva così le richieste sia della città che del contado. Nella fucina, “farie” in friulano, il cuore del laboratorio era rappresentato dalla forgia sulla quale venivano scaldati i pezzi pronti così per essere lavorati a caldo. Nella sua bottega si trovano gli attrezzi del mestiere, molti dei quali personalizzati, adatti a tutte le fasi della lavorazione, dal processo alla creazione finale. Disegni preparatori, martelli, punzoni, bulini, tenaglie da fuoco, incudini, calchi in gesso fino ai campioni dei lavori realizzati, sono l’espressione della fucina e dell’anima del suo proprietario. Molti fabbri si dedicavano anche alla produzione di oggetti artistici per lo più in rame e ottone servendosi anche di calchi in gesso opportunamente prodotti. 

Gestione: SOMSI di Cividale del Friuli

www.somsicividale.it

 Tel.: informacittà 0432-710460

Maniscalco (Marescalc): alcune tracce di questo mestiere sono ancora visibili in città: anelli di ferro per legare il cavallo, una pietra incavata dove appoggiare la zampa del cavallo.il cavallo era molto importante per la vita agricola e commerciale della città.

Meccanico (Mecanic): la bicicletta è stata per lungo tempo il cavallo di ferro perché aveva dato la possibilità al mondo di muoversi. Quando iniziarono a circolare le lambrette, il meccanico di biciclette divenne una figura di secondo piano.

PROGETTO ARTE E MESTIERI dal Medioevo ai giorni nostri

PROGETTO ARTE E MESTIERI dal Medioevo ai giorni nostri curato dall’ Associazione Culturale ARS Arte.Ricerca.Storia.