CHIESA DI SANTA MARIA DEI BATTUTI
14 GIUGNO>5 LUGLIO 2015

LUIGI VIDONI
OMAGGIO A CIVIDALE

 

Inaugurazione sabato 13 giugno, ore 18

orari: lunedì>venerdì: 15>19.30
          sabato, domenica 10>13 e 15>19.30

Luigi Vidoni (1915, Tolmezzo) vive e lavora a Cividale del Friuli.
Nel suo lungo e variegato percorso artistico, Vidoni ha sviluppato e approfondito soprattutto la tecnica dell'acquerello, del quale si afferma sapiente maestro.
Soggetti provilegiati del suo ormai maturo e ben articolato linguaggio pittorico sono i paesaggi di Cividale, i fiori, le nature morte, le vedute di Grado e le marine.
Il suo pennello sa catturare atmosfere particolari e scorci caratteristici con la spontaneità e la sincerità di un artista sensibile e attento.
Anche in  questi ultimi anni Vidoni ripropone, con instancabile gioia esecutiva, il suo rapporto sereno con l'ambiente, la natura, gli oggetti domestici; ritagli di una vita quotidiana che attraverso le sfumature perlacee e la luminosità dell'acquarello viene liricamente interpretata.


Raffalella Cargnelutti

 

 

 

 

Cividale d'inverno ammantata di neve, il ponte, le arcate rese con sapienza per sottrazione, fasce bianche di fondo, il non dipinto che alza solide strutture di caseggiati che sbordano sul fiume, torri di campanili, la facciata del Duomo.
L'acqua che speccia lampi di verde smeraldo, strisce blu di Prussia, blu oltremare, temprata con tocchi di nero, ocra, verde Veronese. Ma quanti sono i sciolti pigmenti che riverberano il pennello del M.° Luigi Vidoni?
Le opere recenti si librano sgombre di ogni segno, d'ogni sostegno, vibrano per lampi di pennello. Sempre sicuro, eppure flessuoso. Così che le case lievitano le geometrie delle pareti, degli spigoli.
La gamma cromatica ora è appena diluita, ora più accesa, ora più ardente. Sempre volta a comporre una sinfonia armoniosa.
Un cantico che dice dell'erba, delle chiome allumate da colpi di luce, bagliori di sole. Petali e sepali di lilium, di santo candore, gigli,  gialli pistilli. Lobi di foglie in ascolto del "Canto della Terra".
Sono finestre, dipinte a occhi chiusi, come la vita che vede dentro la poesia, il bisbiglio nel sonno notturno. Sono aurore che affiorano con dita rosate. Sono azzurri e celestrini lieti del buon mattino.

 

 

 

L'invocazione del M.° Luigi Vidoni è  fabula serena è sincera favella. Ma nel cuore di questo racconto c'è una grafia che segna, sgraffia le campiture dei paesaggi o s'addensa in acini lucenti che dal vaporoso alone si sono raccolte in distillate gocce acquee. Stilla dopo stilla, come perle di un fiume, affiorate dal "concui"  del Natisone, sorridono fanciulle.
Il poema del M.° Luigi Vidoni è un dipinto epico che sta al secolo dei giorni narrati con il pennello fra le dita, capitoli di tinte, pagine e pagine dipinte.
Com'è poca la parola. E la voce si tace. L'occhio rapito si dilegua. Si trascolora. Si beve nella fresca e dolce acqua. Si incanta.
Si domanda se davvero i sogni sono colori su carta.
Buon compleanno M.° Luigi Vidoni

Andrea Zuccolo