Cividale del Friuli Chiesa Santa Maria dei Battuti

 

 

In mostra da sabato 11 giugno a domenica 3 luglio 2016

 

 

 

 

                      

it doesn't

matter.

 

Emiliano Bazzanella, Giancarlo Caneva, Giuliano Caneva, Bruno Chericla, Claudio Palčič

 

ORARI MOSTRA:

lunedì e venerdì 15.00 - 19.00

sabato e domenica 10.00 - 12.00 e 15.00 - 19.00

 

L'arte visiva, nelle sue espressioni contemporanee, ha sfondato il suo limite sensoriale e si è aperta verso altre modalità esplicative. Non si tratta più di intensificare solo un determinato senso- la vista appunto - ma di interagire anche con altre dimensioni della sensibilità, quali il tatto, l'udito, etc. ma anche il campo del pensiero giungendo così alla cosidetta arte concettuale che meglio di altre sembra caratterizzare la nostra epoca.

L'idea di un'arte totale, d'altronde, anima l'intera epopea delle avanguardie novecentesche, alla ricerca di una sinestesia che divenga anche l'occhio assoluto della mente.

 

In quest'ottica si colloca la mostra IT DOESN'T MATTER: nonostante una visione piuttosto semplicistica che vedrebbe nella pura concettualità la matrice di tutta l'arte contemporanea, si vuole invece focalizzare la linea di giunzione che rende "classica" l'arte non solo per quanto riguarda la sua periodizzazione storica e iconografica, ma in quanto modus ontologico, cioè come intrinseca e perpetua capacità di "creare" classicità. Non c'è la materia, dunque; o c'è!

Oppure non importa nulla, come desumiamo dall'espressione idiomatica inglese. Quasi per contrasto è in gioco una decostruzione in cui la stessa parola "materia" sembra all'improvviso perdere significato: essa è infatti un concetto-limite che si pone al di là di ogni materialismo o spiritualismo, e che si riconduce forse al concetto di χώρα  in Platone, tanto ovvio quanto inafferrabile.

 

IT DOESN'T MATTER mette così in scena i racconti che narrano l'impossibilità della materia:

l'iper-concettualismo che si fa concreto in Emiliano Bazzanella;

il mito del corpo che si estende tra la cromaticità materica e la levità del disegno in Claudio Palčič;

il paradosso di un uomo divenuto "macchina" nell'epoca della tecnica ma che ritorna alla natura nell'uso scultoreo del legno in Bruno Chersicla;

il sogno espresso nella narrazione di mondi fantastici ed esotici in Giancarlo Caneva;

la riproduzione della natura attraverso se stessa in Giuliano Caneva.

 

 

L'inaugurazione della mostra