I PERSONAGGI DI ANZIL a cent'anni dalla sua nascita

 

CHIESA DI SANTA MARIA DEI BATTUTI
10 DICEMBRE 2011_ 15 GENNAIO 2012

Sabato 10 dicembre, alle ore 17.00, verrà inaugurata la mostra organizzata dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con l'Associazione Culturale "Venti d'Arte" di Udine dedicata ai personaggi ritratti dal grande artista friulano.

ORARI:

da giovedì a domenica e festivi: 10.00_12.30 e 14.30_18.00
1 gennaio 2012: 14.30_18.00
chiuso 25 dicembre 2011

 

Giovanni Toffolo, detto Anzil, nacque a Monaco di Baviera nel 1911 da una famiglia di emigranti friulani. Nel 1916 fece ritorno in Italia e si stabilì a Tarcento. L’incontro con Fiorenzo Tomea, pittore veneto, durante il servizio di leva, fu determinante per la sua vocazione artistica e l’avvio della carriera. Nell’intervista a Tito Maniacco, Anzil narra che da giovane pittore, assieme a Tomea, approfittò delle uscite per raccogliere i fiori appassiti nei cimiteri e riproporli in commoventi nature morte; fu proprio in queste furtive evasioni che l’artista scoprì «la poesia delle cose inutili» (video-intervista con Tito Maniacco, inizio anni Novanta).
Negli anni della sua formazione Anzil ebbe modo di visitare i più importanti musei europei, dove rimase affascinato da grandi artisti, che successivamente influenzarono la sua maniera pittorica (Grunewald, Bosch, Picasso, Brueghel, ecc.).
Nel 1940 espose per la prima volta a Udine una serie di opere caratterizzate da una cifra stilistica piuttosto tradizionale.

L’intensa partecipazione alla lotta partigiana apportò una svolta nei temi e nei modi della sua pittura. I fiori, le nature morte e i paesaggi degli esordi furono sostituiti da crude immagini di sofferenza (crocifissioni, fucilati, contadini e operai dai corpi deformati). In tal modo Anzil si propose come precursore del movimento neorealista, che in Italia si affermò nel 1947-1948. Fin dagli inizi della sua carriera, infatti, egli si pose come artista impegnato nella realtà e soprattutto cosciente del fatto che la pittura è un racconto, una narrazione che può condizionare l’interpretazione dei fatti. Per questo amava ripetere a se stesso e agli altri che era stata la pittura a cercarlo e proprio per questa predilezione nei suoi confronti, si rendeva necessario il suo impegno artistico (dall’intervista a Luigina Toffolo).
Durante gli anni Cinquanta egli proseguì lungo questo percorso di profonda adesione alla realtà sociale, facendo spesso riferimento ad avvenimenti contemporanei (Marcinelle, Polesine, ecc.). Dal 1960 si dedicò nuovamente al paesaggio, sentito come occasione di evasione dall’esperienza quotidiana, segnata dai torti della storia.

Assecondando le novità europee della pittura informale, a partire dal 1963 Anzil realizzò dipinti che esulavano dalle tematiche consuete, caratterizzati da una «struggente carica poetica, nei quali lo spazio è descritto come una vastità, un caos cosmico, una franante pioggia dorata» (M. Goldin, L’ombra dei fucilati e i fiori, in Anzil, catalogo della mostra, a cura di M. Goldin, Milano, 1995, p. 24).
Fino alla fine della carriera di Anzil si ripresentarono tutti i soggetti della sua pittura, a testimonianza di una rielaborazione continua del testo figurativo.
Tra il 1986 e il 1988 eseguì un ciclo pittorico ispirato alla Divina Commedia, da lui stesso tradotta in lingua friulana.
L’ultimo decennio di attività si distinse per la produzione di tele di grande formato con volti umani ingigantiti.
Anzil morì nel 2000.

Espose in diverse mostre personali e collettive. Si ricordano l’antologica di Pordenone del 1971, quella del 1990 a Villa Varda a Brugnera e quella del 1995 a Villa Manin di Passariano. Le ultime esposizioni personali si sono tenute a Tolmezzo nel 2005 e a Pordenone nel 2009-2010. Fra le collettive si segnalano la Biennale Internazionale di Venezia, quella di Berlino, la Quadriennale di Roma, le Mostre della Pittura Italiana a Caracas, Bucarest e nei Musei della Germania, la mostra Momenti del Realismo a Jesolo e quella conclusasi recentemente a Villa Manin di Passariano Arte Contemporanea in Friuli Venezia Giulia 1961-2011.