CONNESSIONI di Giancarlo e Stefano Sabo

Venerdì 18 maggio 2012 - Chiesa di Santa Maria dei Battuti - ore 18.00 - inaugurazione mostra

CONNESSIONI
di Giancarlo e Stefano Sabo

presenta il critico d'arte Giuseppe Raffaelli

la mostra rimarrà aperta sino al 24 giugno 2012 con i seguenti orari:

martedì_mercoledì: 20.00_22.00
giovedì_venerdì: 17.00_22.00
sabato_domenica: 10.00_22.00
lunedì: chiuso

L’idea di questa mostra nasce dalla volontà di presentare la connessione tra modalità espressive diverse seppure eguali di interiorità e passione, eredità di legami comuni e spinta artistica che si libera in espressioni diverse della stessa ricerca interiore.
Legami e bisogno di travalicare la materia, che non è più tale ma essenza da plasmare, liberandola dalla concretezza delle origini senza uscirne compiutamente…
Segni vibranti e campiture piene, geometrie inconsce e pulsioni inquiete che trovano composizione armonica nel dipinto…
Giancarlo e Stefano Sabo tracciano connessioni elettive del medesimo sentimento e desiderio di comunicare interiorità esplorate, ma da leggere e giocare sulla scacchiera della vita.

Giancarlo Sabo

Il Dna espressivo di Giancarlo Sabo oscilla tra minimalismo, figurazione e visioni fantascientifiche, tra realismo, memorie e tregue metafisiche. Essenziale nel suo percorso linguistico è la frattura, lo spostamento, l’andare e il venire, una coerente incoerenza e un’incoerente coerenza che ci segnalano un lavoro di scavo in più direzioni, interiori e parallele, tra spazi materiali e mentali. “Dalla scultura come forma alla scultura come struttura per approdare alla scultura come luogo”, è la famosa frase entrata nei manuali di storia dell'arte, con cui Carl Andre ha spiegato il senso della sua opera. “L’arte è stato d’animo angelico, geometrico. Essa si rivolge all’intelletto, non ai sensi ”, sosteneva invece Fausto Melotti. La direzione in cui si muove Giancarlo Sabo salta, scarta e vibra con grazia tra questi estremi. Il materiale e la visione sono l’essenza del suo lavoro. La necessità di una relazione fisica e reale con i materiali, che corrisponde alla necessità di un’esperienza concreta dell’opera d’arte, addita una via importante e sempre attuale alla fruizione della scultura e dell’arte in generale. I materiali non vengono mai presentati per quello che sono ma trasformati in funzione di una sintesi, per la carica di suggestione che possono trasferire. Le opere nascono quindi dall’immaginario e dallo sconvolgimento e coinvolgimento dei materiali, che si trasformano in ritmo musicale e dimensione poetica.

Stefano Sabo

Luce, composizione, segno, colore, sono i codici espressivi. Un equilibrio informale ma concreto che rimanda a una classicità espressiva non solo novecentesca. Una grammatica personale dentro a riferimenti artistici metabolizzati e consolidati. L’architettura formale genera una carica sentimentale ad alta temperatura emotiva. Percetti e affetti. È questa forse la griglia di riferimento della pittura di Stefano Sabo. Le vibrazioni attraversano le campiture e si mutano in crasi equilibrate dove pulsano colore e forma. Lo slancio del gesto attraversa lo spazio come i fosfeni nel buio. L’intrecciarsi di tutti questi elementi forma una struttura che respira in armonia, dove intervallo, assimetria, tregua, palpitazioni cromatiche intessono la superficie. Una costellazione sensibile.

Sui  siti    www.sabo-g.it    www.stefanosabo.it   è possibile trovare approfondimenti critici, note e una scelta di opere.

IMMAGINI

ARTE & JAZZ: DARIO CARNOVALE TRIO

Domenica 27 giugno, alle ore 20.30,
nel contesto della mostra d’arte “Connessioni”
di Giancarlo Sabo e Stefano Sabo,
presso la Chiesa Santa Maria dei Battuti.

Arte visiva contemporanea ed espressività musicale creativa si incontrano per cercare una sensibilità estetica che prefiguri contrade a venire. Le sculture e le opere pittoriche dei fratelli Sabo faranno da scenografia al jazz innovativo del Dario Carnovale Trio, creando una vera e propria gesamkunstwerk - opera d’arte totale.

DARIO CARNOVALE

Dario Carnovale, pianista di origine siciliana, considerato dalla critica uno dei migliori pianisti del jazz italiano, virtuoso e vulcanico, con uno straordinario senso della liricità capace di incantare o di travolgere con un’energia musicale assolutamente fuori dal comune. Il suo ultimo disco Exit for three, uscito il 4 dicembre 2010 e prodotto dall’etichetta giapponese Albòre jazz ha rapidamente scalato le classifiche dei dischi jazz più venduti in tutto il Giappone. Vincitore nel 2010 del premio come miglior solista all’European jazz contest, vincitore con il suo trio del Barga jazz contest 2010 (il premio miglior solista è andato al batterista del Dario Carnovale trio Luca Colussi); primo premio e premio del pubblico nel 2008 sempre con il suo trio al concorso per nuovi talenti del jazz italiano Chicco Bettinardi nella sezione gruppi, il Dario Carnovale trio vanta una raffinatissima ritmica tutta friulana, con Luca Colussi alla batteria e Simone Serafini al contrabasso e collaborazioni con talentuosi artisti come Fabrizio Bosso e Francesco Bearzatti.

Virtuoso e vulcanico, con uno straordinario senso della liricità capace di incantare, o d travolgere con una energia musicale assolutamente fuori dal comune."
Dario Carnovale inizia a suonare la batteria all’età di tre anni e il pianoforte a cinque anni. Precocemente si applica allo studio della composizione accademica al conservatorio di Palermo Vincenzo Bellini sotto la guida del Maestro Alberto Giraldi studiando parallelamente, sempre in conservatorio, il pianoforte. Per qualche anno suona la batteria in diversi organici jazz ,orchestre e piccoli gruppi.
Tra il 1999 e il 2000 collabora insieme a Marco Cappeli per il disco dedicato a Leo Brower Fantasia per ensemble in cui oltre al pianoforte suona la batteria e le percussioni Diplomato in strumenti a percussione nel luglio 2003 presso il conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo con il massimo dei voti.
Nel 2004 perfeziona i suoi studi classici con la pianista Irene Inzerillo, allieva di Franco Scala, Lazar Berman, Eva Gornostaeva etc.
Nel luglio 2006 ha partecipato alla 36a edizione dei seminari senesi di musica jazz, vincendo la prestigiosa borsa di studio per rappresentare l’Italia e L’associazione Siena Jazz al 17° meeting internazionale della i.a.s.j (International Association of School of jazz). Diretta da Dave Liebman destando anche l'interesse del grande jazzista italiano Enrico Rava.
Nel 2007 ha rappresentato l’italia al meeting internazionale della J.A.S.I diretta da Dave Liebman ha seguito della prestigiosa borsa di studio internazionale vinta a Siena jazz l’anno prima.
Nel 2008, con il suo trio ha vinto il primo premio e premio del publico al concorso per nuovi talenti del jazz italiano Chicco Bettinardi. Vincitore nel 2010 del premio come miglior solista, dell'European jazz contest, Primo premio sempre con il suo progetto trio, del Barga jazz contest 2010, considerato dalla critica e dal pubblico tra i migliori pianisti del jazz italiano.
Dal 2008, ha iniziato un altro progetto “EXIT FOR THREE”, con miglior bassista nella scena internazionale Yuri Goloubev e Luca Colussi alla batteria.

LUCA COLUSSI

Giovanissimo inizia a studiare batteria sotto la guida di Nevio Basso, per poi continuare lo studio approfondendo diversi stili e partecipando a seminari (Umbria Jazz 1999, Siena jazz 2003, Feltre Jazz2004) e stages con Kenny Wheeler, John Taylor, Fred Hersch, Elvin Jones, Joey Baron, Eliot Zigmund, Gilson Silveira, Bruno Castellucci. Perfeziona lo studio del jazz con Marc Abrams, Glauco Venier, Stefano Battaglia e  Roberto Dani.
Collabora con molti  musicisti noti della scena jazzistica europea ed italiana: David Occhipinti, David Liebman, Andy Gravish, Mike Applebaum, Scott Steen, Michael Rosen, Robert Bonisolo, Marc Abrams, Tobias Deliu, Jack Walrath, James Thompson, Klaus Gesing, Paolino Dalla Porta, Yuri Goloubev, Martin Schoenlieb, Daniel Nosig, James Gordon Williams, Peter Soave, Roberto Ottaviano, Sandro Gibellini, Antonio Onorato, Marco Tamburini, Flavio Boltro, Fulvio Sigurta', Francesco Bearzatti, Mauro Ottolini, Luigi Bonafede, Renato Chicco, Fabrizio Bosso, Pietro Tonolo, Marcello Tonolo, Giovanni Maier, Glauco Venier, Bruno Cesselli, Andre Pozza, Attilio Zanchi, David Boato, Nicola Fazzini, Nevio Zaninotto, Claudio Cojaniz, Daniele D’Agaro, Paolo Ghetti, Rossano Sportiello, Armando Battiston, Cinzia Gizzi, Marcello Alulli, Gaetano Riccobono, Stefano Senni, Dario Carnovale, Riccardo Morpurgo, Bruno Erminero, Marco Collazzoni, Giorgio Pacorig, Enrico Sartori, Elena Camerin, Lorena Favot, Mauro Costantini, Angelo Comisso
Intensa è anche l’attività con le Orchestre Jazz: Big Band del F.V.G. (dir. G.Venier), Big Band di Udine (dir. N. Zaninotto),Phanta Brass (dir.G.Schiaffini), Thelonious Monk Big Band (dir. M.Tonolo-M.Raja), Phophonix Orchestra (dir.G.Maier-G.Shiaffini), Terni Big Band (dir. .Collazzoni), Bruno Erminero Ottetto, Orchestra Canzoni di Confine (dir. Valter Sivilotti) con la quale accompagna: Tosca, Bruno Lauzi e Sergio Endrigo.
Si è esibito in molte rassegne italiane e straniere tra cui: Vienne (Francia), Tolmino (Slovenia), Kragujevac Jazz Festival, Monaco Festival, Baladoor Jazz Festival (Slo), Veneto Jazz, Garda Jazz Festival, Fano Jazz, Euro Jazz, 7 Giorni in Jazz (An), Ivrea Jazz, Garden Jazz Festival (Ri),Gardone Jazz Festival, Fabriano InJazz,  Udine Jazz,  Radio Rai 3 (Milano), Radio Rai Trieste, Mittelfest, Ovarock, Festivalshow, Squarci (Go), Filo D'Arianna Festival, Hicetnunc Festival, Duke's Festival, Folkest, Festival del Jazz Friulano, Phophofest, Nei suoni dei luoghi, Pozzuoli Jazz Festival, Barga Jazz, Castellammare Jazz, Noto Jazz Festival, Vicenza Jazz, Verona Jazz. Dal 2002 suona stabilmente nella Niente Band; con il gruppo, che è parte integrante degli spettacoli del Pupkin Cabaret (Teatro Miela, Trieste), ha modo di collaborare con Vinicio Capossela, Paolo Rossi (Zelig 2007), Vitaliano Trevisan, Renato Sarti e con la Radio Televisione Slovena.
Ha partecipato a progetti di commento musicale di Film muti quali: Ben Hur, Gli ultimi giorni di Pompei, Kinopravda, The life and death of 9413, L'age d'or, Fievre, Il gabinetto del dottor Caligari, L'altra America di J.H.
Ha collaborato come musicista con il gruppo di danza contemporanea Arearea, nello spettacolo del 2003 "Le Mura, I Numeri, La Terra" di Udine e Belluno e in quello del 2004 al “Milano Festival”.
Dal 2002 collabora con la Multimedia Edizioni, casa Editrice di Poesie (Salerno), per la quale suona al “Sarajevo Festival Poesia”, “Pistoia Festival Poesia”, Rieti (2004), Trieste (2005) accompagnando moltissimi poeti stranieri e italiani tra i quali: Amiri Baraka, Jack Hirschman, Paul Polansky, Etel Adman, Robert Creeley, John Giorno, Lance Henson, Devorah Major, Simon Ortiz, Janine Pommy Vega, Mhammed Tennis, Agneta Falk, Sinan Gudzevic, Tony Harrison, Hawad, Kajetan Kovic, Ledo Ivo, Ante Zemljar, Saadi Yousef. Nel  2004 con il gruppo Namòs vince  il “Premio Nazionale delle Arti” (Roma) indetto dal Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca per la Musica Jazz; tra i membri della giuria: Uto Ughi, Roberto Gatto, François Joel Thiollier. Nel 2005 con Nicola Bottos e Andrea Lombardini vince il concorso “Jazz in Cantiere” (Cremona). Nel 2007 con Dario Carnovale e Simone Serafini vince il concorso di “Piacenza Jazz”. Nel 2010 con Dario Carnovale e Simone Serafini vince il concorso “Barga Jazz” Nel 2010 vince il premio “Luca Flores” come miglior solista al concorso “Barga Jazz”.

SIMONE SERAFINI

Bassista e contrabbassista. Diplomato in contrabbasso con il M° Stefano Sciascia. Studia con: Glauco Venier, Pietro Tonolo, Marcello Tonolo. Partecipa ai seminari di “Siena Jazz” nel 2006 vincendo la borsa di studio I.A.S.J. per rappresentare “Siena Jazz” ad un meeting internazionale nel 2007. Vince nel 2005 il premio speciale “Paul H. Jeffrey”. Si perfeziona con: Domenico Nordio, Marc Abrams, Alejandro Biancotti, Gianni De Rosa, Fabrizio Zanella; all’Ascoli Piceno Festival con Stefano Sciascia e Michael Flacksman; con il pianista Fred Hersch; con Gunnar Plumer; con Stefano Bollani; con John Riley, Andy McKee; con Stefano Battaglia. Suona con: Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, Big Band del F.V.G., Big Band di Pn, Phophonix, Francesco Bearzatti, Tristan Honsinger, Enrico Sartori, Michael Gibbs, U.T. Gandhi, Aljosa Jeric, Scott Steen, Mike Applebaum, Tino Gonzales, Tom McClure, Dean Brown, Massimo Bertagna, Keith Dunn, Laurent Mercier, Enrico Crivellaro, Giovanni Maier, Roberto Dani, Nicola Fazzini, Riccardo Chiarion, Luca Colussi, Pierp Bittolo Bon, Luciano Gherghetta, Dario Carnovale, Walter Sivilotti, Alfredo Lacosegliaz, Giorgio Pacorig, Paolo Vianello, Nicola Bottos, Yuri Dal Dan, Daniele Dagaro, Nevio Zaninotto, Bruno Cesselli, Tinkara, Mirella Caponetti, Bruno Lauzi, e molti altri. Partecipa a tourneè in Italia e all’estero (Singapore, Vietnam, Slovenia, Croazia, Austria, Polonia, Germania, Francia, Spagna, Turchia, Australia, Serbia, Bosnia, Albania). Suona in molte rassegne e festivals: : 07 Jazzahead! (Brema), Festival jazz/blues di Krany (Slo), Gezziamoci(Ma), Blues in Villa (Pn), San Vito Blues&Soul (Bl), Festival Luigi Nono, Festival Jazz di Kraguievac (Serbia), Udine Jazz, Mittelfest, Jazz & Wine, Canzoni di Confine, “Nei Suoni e nei Luoghi”, Asti Musica, Festival jazz e blues di Nova Goriza, Festival jazz di Zagabria, B. P. Club di Zagabria, Satchmo di Maribor, Folkest, Festival di Recanati, Notte della Taranta, Paleariza, EtéTrad, Maree-culture in viaggio, Festival del Jazz Friulano. Ha all’attivo 13 incisioni discografiche pubblicate.

 

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