Piano regionale della sicurezza stradale


La legge regionale n. 25 del 25 ottobre 2004 sugli “interventi a favore della sicurezza e dell'educazione stradale” istituisce, con l'art. 2, il Piano Regionale della Sicurezza Stradale (P.R.S.S.) che «consiste in un sistema articolato di indirizzi, misure e interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale secondo le linee guida fissate a livello nazionale e comunitario».
Il P.R.S.S. si articola in cinque parti che riguardano le seguenti aree tematiche:

  1. aspetti generali;
  2. stato di fatto ed evoluzione storica e prevedibile della sicurezza stradale nel F.V.G.;
  3. obiettivi e loro dimensionamento;
  4. azioni previste;
  5. gestione e monitoraggio del Piano.


1. Aspetti generali del piano
Nella prima area tematica sono esposti i principi fondamentali e le finalità del P.R.S.S., nonché viene proposto il quadro normativo e programmatico di riferimento, comunitario e nazionale, con il quale il presente Piano si coordina.

2. Analisi dello stato di fatto ed evoluzione della sicurezza stradale
Nella seconda area tematica trovano approfondimento le analisi della situazione esistente con riferimento alla rete infrastrutturale stradale del F.V.G., alla mobilità afferente su questa e ai dati dell'incidentalità. L'analisi di incidentalità si fonda sui dati ISTAT del decennio 1994-2003 e consiste in uno studio di tipo aggregato sulla ripartizione degli incidenti secondo classificazioni territoriali, temporali, di ambito urbano o extraurbano, per veicolo o soggetto coinvolto etc., al fine di evidenziare le criticità del fenomeno nel F.V.G. e nelle province e le realtà comunali ad alto rischio ed elevato costo sociale. I dati del 2004, non essendo disponibili in forma completa all'atto di redazione del presente Piano, vengono trattati unicamente a livello complessivo con riferimento all'intero territorio regionale e senza ulteriori approfondimenti.

3. Obiettivi del piano
Il terzo quadro tematico concerne la definizione degli obiettivi che il P.R.S.S. si pone e il loro dimensionamento, al fine di valutare l'impatto del Piano rispetto quanto atteso dalla sua attuazione. Fine ultimo di ogni azione intrapresa ai sensi del Piano è quello di conseguire la diminuzione del numero di vittime da incidente stradale e, quindi, dei relativi tassi di incidentalità, mortalità e ferimento del Friuli Venezia Giulia. Congiuntamente alla determinazione di obiettivi di tipo quantitativo, viene delineato un ulteriore quadro di obiettivi, definiti sulla base della capacità di introdurre gli elementi e i criteri propri della sicurezza stradale negli strumenti di programmazione e pianificazione territoriale e urbanistica regionali, detti di tipo programmatico. Sono inoltre analizzate le serie storiche degli indicatori di riferimento dell'incidentalità stradale (sostanzialmente il numero di vittime e i tassi di incidentalità, mortalità e ferimento) e gli scenari di sviluppo ipotizzabili per la determinazione di obiettivi significativi e compatibili da conseguire con l'attuazione del P.R.S.S. Nel dimensionamento dell'obiettivo complessivo del Piano si seguono le linee programmatiche in materia della Commissione Europea ponendo una riduzione del 50% delle vittime, morti e feriti, da conseguirsi nel decennio di riferimento successivo al 2004.

4. Le azioni del piano
Nella quarta area tematica sono evidenziate le azioni che, attraverso il presente Piano, la Regione intende promuovere e incentivare e che possono fare riferimento a due campi di intervento principali: le azioni di tipo infrastrutturale e di gestione della mobilità in ambito urbano e quelle di tipo strategico. Le azioni di tipo infrastrutturale intervengono nella sistemazione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, mentre quelle di gestione della mobilità in ambito urbano intervengono nella riorganizzazione e razionalizzazione del sistema della mobilità e della circolazione. Le azioni di tipo strategico, invece, riguardano settori come quelli dell'educazione stradale, della sensibilizzazione o, ancora, del controllo dei comportamenti alla guida, mirando all'attivazione di sinergie tra enti che abbiano tra i loro fini istituzionali la riduzione degli incidenti. Tra le azioni suddette vengono individuate come prioritarie quelle tese a contrastare le situazioni di massimo rischio, così come evidenziato dalle analisi di incidentalità nel F.V.G.. Sono definite, inoltre, le azioni dirette, cioè quelle che la Regione promuove direttamente e che rivestono carattere generale, che hanno valenza territoriale regionale e che realizzano e/o incentivano il coordinamento con gli Enti che, a vario titolo, hanno tra i propri fini istituzionali il miglioramento delle condizioni della sicurezza stradale. Tali sono prevalentemente le azioni di tipo strategico.

5. Gestione e monitoraggio del piano
Nella quinta area tematica, infine, sono delineati i principi secondo cui gestire e monitorare gli effetti del P.R.S.S. tenendo conto dello scenario di primo sviluppo e di quello di prossima attuazione che prevede il funzionamento a regime del Centro Regionale di Monitoraggio della Sicurezza Stradale.

Azioni della Regione

Le azioni previste dalla Regione in questo ambito sono contenuto nel Piano Regionale della Sicurezza Stradale (P.R.S.S.), istituito al fine di promuovere il governo sistematico e coordinato della sicurezza stradale, favorire e sviluppare l'educazione alla sicurezza stradale, dando priorità alla popolazione scolastica giovanile e a particolari categorie di utenti della strada, programmare e realizzare interventi infrastrutturali sulla rete stradale regionale, garantire la messa in sicurezza delle zone urbane di massimo rischio e programmare e realizzare interventi volti a ridurre l'incidentalità e le sue conseguenze.
I campi di azione principali sono le seguenti:

  • Sviluppo programmazione coordinata - Azioni: definizione delle modalità di funzionamento dei rapporti tra i diversi soggetti – istituzionali e non - che concorrono alla programmazione integrata, valorizzando gli organismi previsti dalla LR 25/2004
  • Gestione dati di incidentalità - Azioni: attraverso la costruzione del Centro regionale di Monitoraggio della Sicurezza Stradale e realizzazione del Sistema Integrato di Monitoraggio, collaborazione con le FF.OO. e le Polizie Municipali 
  • Progetti pilota in collaborazione con gli Enti locali - Azioni:realizzazione di percorsi casa-scuola sicuri in ambiti urbani esemplari e sensibilizzazione dei giovani utenti attraverso il coinvolgimento degli Istituti scolastici 
  • Educazione stradale - Azioni: attivazione di interventi pilota, che prevedano anche la realizzazione di campi scuola, in collaborazione con il mondo scolastico, in modo differenziato per ordine e grado, di concerto con le direzioni regionali della Sanità e dell'Istruzione. Definizione dei contenuti minimi e della metodologia dei corsi di educazione stradale nei corsi di educazione stradale nelle scuole della regione di ogni ordine e grado attraverso le attività della Consulta regionale della sicurezza Stradale. 
  • Comunicazione e sensibilizzazione - Azioni: promozione di iniziative (giornate di sensibilizzazione, incontri, etc.) e attivazione degli strumenti di comunicazione disponibili
  • Incidenti in itinere - Azioni: bando in una provincia pilota per la promozione dell'organizzazione di sistemi di spostamento collettivi sul percorsi casa-lavoro 
  • Incidenti della fine settimana - Azioni: promozione su scala regionale di interventi di controllo in coordinamento con le Prefetture e le Forze di Polizia, secondo l'esperienza già maturata nel 2005 tra Polizia Stradale e Centrale Operativa 118 – Aziende Sanitarie F.V.G.

Documenti: